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Chi siamo ?

Il Comitato Europeo per i bambini di genitori incarcerati (EUROCHIPS = European Committee for Children of Imprisoned Parents) è un'associazione a vocazione europea creata nel 2000 a favore dei figli di genitori detenuti.
Si calcola che ogni anno circa 500.000* bambini si trovano in questa condizione all'interno dell'Unione Europea, a volte anche con entrambi i genitori in prigione. Malgrado ciò non si tiene nella giusta considerazione l'impatto psicologico e sociale che la detenzione di un genitore ha sullo sviluppo di un bambino. La separazione sopraggiunge spesso in tenera età, soprattutto nei paesi che non autorizzano i figli a restare presso la madre detenuta oltre il primo anno di età come Svezia, Irlanda o Scozia.
Gli ostacoli al mantenimento dei legami possono anche essere di natura geografica, finanziaria o psicologica. In Grecia, per esempio, uno studio dell'università di Salonicco (1998) ha rilevato che la condanna delle madri incarcerate era tale che in gran numero le detenute di Atene preferivano nascondere la loro maternità ed alcune arrivavano fino al punto di distruggere le foto dei figli.

*Queste cifre sono state estrapolate da diversi dati demografici perchè non esistono statistiche precise.


Cosa facciamo ?

Col sostegno della Fondazione Bernard van Leer, con sede all'Aja, EUROCHIPS si pone come obiettivo la 'costruzione' di una rete di professionisti in ambito penitenziario e specialisti dell'infanzia per sviluppare azioni già in corso e incoraggiare nuove iniziative per il bambino del detenuto.

L'attività di EUROCHIPS consiste in:

Agire come portavoce del bambino del detenuto.

Sensibilizzare il pubblico, i giudici, la magistratura, i professionisti che operano per l'infanzia e le amministrazioni competenti.

Elaborare una guida delle pratiche esistentinei diversi paesi dell'Unione europea.

Creare un centro d'informazione e di ricerca per:
- Fornire statistiche più precise sul numero di bambini interessati.
- Valutare gli effetti della detenzione di un genitore sullo sviluppo e la socializzazione
del bambino
- Stabilire l'impatto della detenzione sui bambini affidati : i servizi sociali dell'UE si occupano di circa 500.000 minorenni, quanti tra loro hanno un genitore carcerato?
- Studiare la correlazione tra indebolimento dei legami familiari e tendenza alla recidività.
- Incoraggiare gli Stati e le istanze europee competenti affinchè tengano conto delle seguenti raccomandazioni :

A. Miglioramento dell'accoglienza nelle carceri :
- Prevedere in tutti i luoghi di detenzione degli spazi adatti ai bambini.
- In caso di assenza di un membro della famiglia, prevedere che il bambino sia accompagnato da persone competenti, professioniste o volontarie.

B. Miglioramento della comunicazione tra il bambino ed il suo genitore :
- Prendere in considerazione le circostanze aggravanti come i problemi economici, le rotture e i dissapori familiali o l'incarcerazione di entrambi i genitori.
- Agevolare i contatti telefonici o qualsiasi altro mezzo di comunicazione in grado di rimediare ad un impossibile incontro fisico con il proprio figlio; in modo particolare per gli extracomunitari.

C. Dare ai genitori la possibilità di esercitare la loro autorità e le loro responsabilità :
- Prendere in considerazione la responsabilità del genitore dal momento del arresto ed in ogni momento della procedura penale.
-Ogni qual volta sarà possibile e compatibile con la pena irrogata fare uso di provvedimenti e misure applicate all'esterno del carcere per mantenere i legami familiari.

D. Migliorare la competenza dei professionisti :
- Incoraggiare l'integrazione, nell'ambito della formazione iniziale e continua del personale penitenziario, dei problemi relativi all'infanzia.
- Favorire il mantenimento dei legami fra il bambino e il suo ambito familiare.
- Promuovere programmi miranti a pianificare e preparare le separazioni e il ricongiungimento.


Cronistoria

Creata in Francia grazie all'iniziativa della Fédération des Relais Enfants-Parents (Federazione di contatto bambini-genitori) e della Fondazione Bernard van Leer, EUROCHIPS si è progressivamente costituita attraverso una serie di seminari di lavoro a Bruxelles, Marsiglia, Barcellona, Heerhugowaard e Roma, missioni di osservazione (Londra) e conferenze (Parigi, Bruxelles). Un rapporto sulla situazione del bambino del detenuto in 8 paesi dell'Unione è stato presentato nel 1997 alla conferenza di Bruxelles.

EUROCHIPS ha sede a Montrouge alla periferia di Parigi ed è gestita da due coordinatrici del programma. L'associazione è già presente in 5 paesi europei:

Francia: la Fédération des Relais Enfants-Parents (FREP), diretta dallo psicoanalista Alain Bouregba, autore del testo De la rupture au maintien du lien (1991) e firmatario dell'opera collettiva Les liens familiaux à l'épreuve du pénal (2001). La FREP interviene in 26 prigioni in Francia ed è consulente del Ministero della Giustizia e dell'Amministrazione penitenziaria francesi.

Italia: Relais Bambini Senza Sbarre/ Gruppo Carcere Cuminetti : si occupa della relazione genitori detenuti e nel carcere di San Vittore a Milano. Giovanni Biondi, psicologo, direttore del servicio psicho-sociale del Hospedale Pediatrico Bambino Gesù a Roma, ed autore del testo Lo sviluppo del bambino in carcere (1994).

Belgio: Relais Enfant-Parents Belgique che opera in 7 istituti carcerari. Marie-Hélène Sauveur, pediatra presso a l'Office de la Naissance et de l'Enfance, (O.N.E), di Liegi.

Gran Bretagna: Federation of Prisoners' Families Support Groups (FPFSG) a Londra.

Olanda: Ria Wolleswinkel, professore di diritto presso l'Università di Maastricht, Bernadette van Dam, direttrice di penitenziario ad Amsterdam.



Quali iniziative incoraggiamo ?

EUROCHIPS non finanzia direttamente le azioni sul campo ma dà il suo appoggio a lavori di ricerca, atelier e seminari che promuovano le iniziative rivolte a bambini di genitori detenuti.
Cosa accade per esempio a un bambino quando uno dei genitori viene arrestato? Spesso sono presenti al momento dell'arresto ma la polizia raramente è preparata a intervenire in modo adeguato nei confronti dei bambini. Le soluzioni sono spesso improvvisate. Ad Amsterdam un progetto pilota prevede un numero verde attivo 24/24 che consente alla polizia ed ai genitori di entrare in contatto con uno reparto speciale - direttamente collegato con i servizi sociali competenti - che prende in carico il bambino in attesa di trovare una soluzione più stabile. In Francia il Relais Enfants-Parents ha creato spazi d'incontro all'interno di diversi istituti di pena.
In Olanda le madri possono trascorrere un certo numero di week-end con i loro bambini, di età dai zero ai 14 anni, in un luogo di detenzione semi-aperto.
Presso il carcere di Holloway in Inghilterra le madri detenute hanno accesso ad una piscina che aiuta la comunicazione non verbale e allevia lo stress del bambino.
Grazie al Relais Bambini Senza Sbarre le madri detenute nel carcere di San Vittore a Milano possono partecipare ad attività di artigianato grazie alle quali confezionano oggetti da inviare ai loro bambini lontani mantenendo cosi' in maniera simbolica il legame madre-bambino. Queste attività servono anche a familiarizzare fra loro e a rafforzare la propria identità di madri.

Citiamo qui qualche esempio di iniziativa che EUROCHIPS intende promuovere sia a livello europeo che nazionale o regionale. Invitando alla collaborazione persone e organizzazioni con opinioni e esperienze a volte divergenti, incoraggiando ricerche interdisciplinari e analisi comparative.

EUROCHIPS parteciperà nel 2004 ad una conferenza europea sulla situazione dei figli dei detenuti di Strasburgo, organizzata dalla Federazione dei Relais Enfants-Parents.

Il messaggio di EUROCHIPS è chiaro e pone al centro della sua azione il bambino. Il bambino ha diritto di sapere la verità sulla detenzione dei genitori e prima di tutto deve poter mantenere un legame con loro come stipulato dalla Convenzione dei diritti dell'infanzia delle Nazioni Unite del 1989 e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea del 7 dicembre 2000.


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